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T-SHIRT - MASTERPIECE FROM ‘90

Il ritorno dello streetwear e cinque T-Shirt che non puoi non avere
DI Shoppingmap

Il ritorno dello streetwear è stata una vera manna dal cielo per tutti quelli che come noi negli anni ‘90 hanno collezionato T-shirt.

Da qualche stagione, dopo l’effetto volutamente clean del 2000, molti brand hanno pensato al rilancio del marchio con delle linee heritage, radicate alla loro storia ma con un gusto glam estremamente contemporaneo.

Tra i film che hanno raccontato la strada e influenzato una generazione, impossibile non pensare a KIDS di Larry Clark del 1995.  Un film culto che per la prima volta esplora il mondo degli adolescenti: un documentario euforico, sinistro, ossessivo, hard, crudo. Un film in cui lo streetwear ha giocato un ruolo fondamentale.

Oggi più che mai lo stile skater e hip pop è uno dei trend di riferimento e il boom di marchi come Supreme lo conferma.  Lo streetwear come segno identificativo e di appartenenza.

E anche il fashion ha dovuto accettarlo e allargare il suo interesse attingendo dalla strada e da influenze artistiche.

Ma quali sono i marchi più cool?

Ecco la nostra selezione di cinque T-shirts Must have che non puoi non avere.



Stussy
stussy

I marchi presentati nella nostra selezione, nuovi, riscoperti o giovani, hanno tutti una comune ispirazione: se si parla di streetwear, il marchio indiscusso che resiste da trent’anni e ancora oggi ha qualcuno da ispirare è proprio Stüssy. La storia del marchio è molto semplice, Shawn Stüssy era un decoratore di tavole da surf. La sua passione era alimentata dalle estati passate a surfare e dagli inverni passati a sciare sulla Mammoth Mountain. Su quella montagna conosce Frank Sinatra jr (non quel Sinatra) che crede in lui, nella sua arte e gli suggerisce di vendere magliette con la sua firma fatta a mano che già utilizzava sulle tavole, andando insieme in macchina a proporle. Il marchio è stato Nominato da Bobby Hundreds come il più grande marchio streetwear di tutti i tempi, Stüssy ha raggiunto un punto in cui sono pochi quelli che metterebbero in dubbio la costante rilevanza del marchio e la sua capacità di resistere negli anni.


GCDS
gcds
Giuliano Calza
, giovane “stagista di se stesso” come ama definirsi, crea il marchio GCDS (God can’t destroy the streetwear) nel 2015. Dalla vendita di 100 felpe, prodotte in Cina e vendute on line, in solo quattro stagioni ha avuto un’escalation esponenziale. In un momento storico in cui i brand di nicchia fallivano, lui ha giocato sull’italianità, ha tolto il lutto alla moda, evitando il nero nella sua collezione, rimanendo fedele ai tagli e alle ispirazioni streetwear.
Il marchio è sporty catchy ma grazie al Made in Italy, ad una nuova estetica e all’essere social oriented è riuscito ad importsi sul mercato. Logo, no logo? LOGO!


Thrasher
thrasher

La T-shirt Thrasher è diventata un'icona.  Da magazine per skaters e nome assolutamente di nicchia, Thrasher è diventato un brand oggi indosso a ragazzi di tutto il mondo. In attività dal 1981 Thrasher Magazine nasce per gli amanti della cultura skate, per gli appassionati di tricks che fino ad oggi hanno indossato le T-shirt “Born to Skate“, “Skate or Die” e “Skate and Destroy“ con il font usato da Bob Marley nell’album del 1974 Natty Dread.
Nonostante le lamentele degli skaters e dell’editore del Magazine Jake Phelps, le Thrasher Magazine T-shirt, apparse anche su Rihanna e Justin Bieber, sono diventate inequivocabilmente protagoniste delle pagine di glamzine. Dal gusto mainstream e l’animo ribelle, dai giovani skaters alle fashioniste, nessuno può farne a meno!


Spotlight
spotlight

Basta guardare per un momento l’Instagram di Gianpiero D’Alessandro (@levignettedigianpiero) per capire quanto il suo lavoro sia seguito ed apprezzato da attori, sportivi, cantanti e persone dello spettacolo internazionali.
Gianpiero fonde la pop art e l’illustrazione, e con Spotlight crea un total look composto da T-shirt, felpe, giubbini, shorts e accessori con i volti delle Celebrities. Una delle più apprezzate c'è quella che raffigura Badgalriri e Drake, ma i personaggi cult sono davvero tanti, da Snoop Dogg a Kanye West , da  Kim Kardashian a Michael Jordan.


Kappa Kontroll
kappakontroll

Lorenzo Boglione, Vice presidente del gruppo Kappa e Jacopo Pozzati, consulente del Brand dal 2015 lavorano sulla nuova collezione Kappa Kontroll.  Il Maglificio Calzificio Torinese dagli Anni Venti produceva calze e maglieria intima marchiata con un’Aquila; l’idea era di cambiarlo e mentre si cercava un nuovo nome, uno stock di calze fallato venne distribuito per errore, venne restituito dai negozianti alla fabbrica e il presidente della compagnia fece etichettare tutte le produzioni successive con una K sulla scatola con la scritta Kontroll. Da lì, le famose calze di Kappa. Dopo 60 anni dall’errore che ridefinì il marchio, una Capsule in suo onore. Linee over, denim + acetato, il logo con gli omini resta parte fondamentale della collezione. Marchio senza tempo, T-shirt ricca d’identità.

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