The man behind Myths

A Conversation with Simone Bernardi

The man behind Myths
Federico Galli
Di Federico Galli

“Alea Iacta Est!” Giulio Cesare

Per chi come me ha avuto la brillante idea di frequentare il liceo classico, questa frase rimanda alle ore passate chine sul Castiglioni Mariotti, nel vano tentativo di tradurre il De bello Gallico. 

Oggi fortunatamente valico il Rubicone per motivi molto più piacevoli.

Savignano infatti, sull’asse della via Emilia, tra un piatto di tagliatelle al ragù, un bicchiere di Sangiovese e scampoli di tessuto, incontro Simone Bernardi, anima creativa e responsabile commerciale del brand Myths, che qui ha la sua sede operativa.

Nato nel 2010, Myths si è ritagliato uno spazio importante sul mercato del pantalone grazie ad una proposta moderna e non convenzionale.

Capi dal look contemporaneo sintesi di qualità e innovazione. Il suo metodo di produzione inedito, che porta a tingere la lana prima di lavarla, dando vita ad un aspetto vintage satinato, è diventato la firma distintiva del brand emiliano.

Ma emergere come sappiamo non è immediato e gli esordi sono stati tutt'altro che semplici.

Nonostante il grande entusiamo infatti, Simone racconta in modo sincero che la prima campagna vendite si chiude con un risultato davvero poco incoraggiante: appena quattordici ordini commissionati.

In molti avrebbero considerato l'esperimento fallito, invece siamo qui a raccontare una storia diversa, fatta di caparbietà e passione e che soprattutto ha ancora molto da raccontare.



Come nasce il sodalizio con Marzotto?
Nasce abbastanza casualmente, dall'incontro tra il Direttore Commerciale Mondo della Marzotto Lane e me in una mattina di Settembre. Alla mia domanda di cosa ci facesse Marzotto con lane da abito a casa mia, mi sentii rispondere: “dammi qualche idea, facciamo qualcosa di informale. Vedrai che ti seguo!” Nasce da lì e dalla piacevole conversazione successiva, l’idea di fare pantaloni in fresco lana tinti in capo, per dare un effetto vintage al più formale e classico dei tessuti. Grande merito quindi va a lui, per aver cercato la collaborazione ma, soprattutto, per averci consegnato il tessuto del primo ordine; la quantità venduta avrebbe richiesto l’annullo e non la consegna!!



Quale la fase che ti entusiasma di più nel tuo lavoro?
In assoluto quella della ricerca materiali e trattamenti, partendo sempre dagli archivi.



Ami sperimentare. Quale il trattamento di cui vai più fiero?
Indubbiamente il primo, che è il frosted sulla lana. Ma ho ritrovato l’antico entusiasmo con l’ultimo nato, ovvero la “raclatura” sui cotoni/lini e sui cotoni. La tintura di un colore su un altro colore, che porta a effetti cangianti di una bellezza incredibile. Ovviamente meno contenti sono i responsabili produzione, per l’alta difficoltà che la realizzazione di questo capo ha.


Sei una persona molto pacata, ma c'è qualcosa che ti fa perdere la pazienza? 
Sono poche le cose che mi fanno perdere la pazienza, consapevole che questo lavoro, che pur amo, è nulla rispetto ai valori e agli ideali che ci devono guidare nella vita. Sicuramente non sopporto l’arroganza e la maleducazione.



Luogo del cuore?
La montagna e l'Alpe di Siusi in particolare. Sono luoghi che offrono la possibilità di godere della natura e rilassarsi. Le Dolomiti sono magiche.