A Conversation with Alessandro Locati

Federico Galli
Di Federico Galli

Carattere forte, volitivo, come vuole la miglior tradizione bresciana. 

Alessandro Locati, dopo una lunga esperienza come buyer per il Gruppo G&B, l'azienda fondata a Flero nel 1981 da Gianni Peroni, decide nel 2018 di dare vita ad un percorso professionale indipendente, fondando insieme a Paolo LocatiLaura Vallari e Simone Mosconi una società di consulenze dedicata al mondo del retail.

Nasce così la PLAS Consulting, acronimo del nome dei quattro fondatori, professionisti esperti nella consulenza di direzione maturata in venti anni sul campo.

Un team competente sul piano amministrativo, processi e logistica, online e retail, aperto a nuove sfide.

Un approccio moderno, un continuo lavoro di aggiornamento, un impegno costante nella ricerca di nuovi brand e tendenze, ma soprattutto la capacità di saper condividere problemi, soluzioni, difficoltà e successi con i propri partner commerciali.

Durante il periodo del lockdown, nelle tante ore passate al telefono ho avuto modo di confrontarmi con Alessandro e ne è nata una chiaccherata che voglio condividere con voi.


Quanto è importante differenziare gli acquisti dello store fisico da quello online?
È fondamentale. La differenziazione ti permette di migliorare le performance dei canali di vendita e di non deludere la tua clientela nel fisico, come nell'online. Ci sono capi che oggi sono appetibili su entrambi i canali di vendita, altri che possono mancare da una parte, ma sopratutto non possono mancare dall'altra. Per fare questo bisogna necessariamente lavorare con degli approcci diversi, meglio se con dei buiyng team differenziati che conoscano bene lo specifico canale per cui comprano.


Quale è a tuo avviso l'errore che un negozio non deve mai commettere?
L'errore più grande che un negozio non deve commettere è quello di non considerare la clientela fisica, privilegiando gli altri canali. In ogni lavoro poi ci vuole competenza, per questo bisogna investire sulle risorse umane e sulla formazione, perchè oggi si trova davvero poca gente preparata per il negozio come per internet, che non ti permette errori.


Da sempre rivendico l'importanza del negozio fisico e in particolar modo delle boutique multibrand indipendenti. Come e perchè lo shopping online non le sostituirà mai? 
Beh, è presto detto. Oggi il consumatore non compra per necessità ma compra per una gratificazione personale quindi subentrano - e aggiungerei per fortuna - i rapporti umani. Oggi andare in un negozio a comprare qualcosa è un piccolo lusso, un momento di evasione dalla vita quotidiana e per qualcuno è anche un momento di sfogo... Qui vince il rapporto che si ha con la propria clientela, la capacità di coccolare le persone, di creare empatia e reale vendita assistita, cose che naturalmente l'online difficilmente potrà darti.


Quanta importanza riveste il mondo dei social per le boutique? Gli imprenditori del settore sono preparati?
I social sono diventati una parte importante, rappresentando un elemento chiave del  nuovo modo di fare marketing e comunicazione. Purtroppo non tutti gli imprenditori l'hanno capito e quindi non lo utilizzano correttamente. In questo anche l'età dell'imprenditore gioca un ruolo importante: a meno che non abbia avuto la capacità di avere intorno a sè gente giovane, preparata e capace di parlare con questa modalità, rischia di rimanere indietro.


Ci racconti un aneddoto che ricordi con piacere, legato all'inizio della tua esperienza lavorativa?
Ce ne sarebbero mille, ma quello che ricordo con piacere è stato il mio primo giorno alla G&B, era l'antivigilia di Pasqua, sono entrato in negozio alle 9.30 del mattino e sono uscito alle 21.00 la sera. Ero distrutto ma felice perchè il mio ultimo cliente aveva speso tre milioni e mezzo delle vecchie lire e mi aveva lasciato una mancia di 50 mila lire... erano tempi d'oro... Gianni Peroni era incredulo di aver trovato un ragazzino da crescere e che aveva già quelle buone qualità da venditore.


Se non avessi scelto il settore moda, oggi cosa faresti?
Credo che avrei fatto l'architetto. Mi piacciono molto il design e l'arte contemporanea e penso che alla fine siano molto legati al mondo della moda.