Aka Folli Follie

A Conversation with Francesco Galli

Aka Folli Follie
Federico Galli
Di Federico Galli

"Stay hungry. Stay foolish." Steve Jobs

E' il 1970 quando a MantovaGiuseppe Galli e sua moglie Lucia Schiavi aprono le porte di uno spazio interamente dedicato agli accessori.

E' l'inizio di una storia legata a doppio filo al mondo della moda e del retail, è la storia di Folli Follie.

Brescia nel 1976, Verona nel 1984, Bologna nel 1998, Riccione nel 2004, aperture a cui seguiranno negli anni importanti ristruttarazioni, che trasformeranno i negozi in spazi unici, grazie anche alla partership con lo studio Baciocchi Associati e alle collaborazioni con altri importanti player del settore, come Gianni Peroni per i negozi ONE-OFF e con la boutique Ratti per i concept store FR.

Una sfida dietro l'altra, una crescita e un desiderio di continuo rinnovamento, che consacrano negli anni Folli Follie e la famiglia Galli a icone del luxury di ricerca nel panorama italiano e internazionale.

Nel 2020 l'azienda festeggia i suoi primi 50 anni.

Io che ancor prima di mettere piede nel settore moda riconoscevo nelle boutique Folli Follie dei luoghi di pellegrinaggio, sono felice di poter condividere questa intervista con Francesco Galli, figlio dei due fondatori, oggi alla guida dell'azienda.

Nonostante si parli tanto di online, il Vostro Gruppo continua a investire molto sui punti vendita fisici. Quali sono i vantaggi che l'online porta alla boutique e quali viceversa?
Crediamo che per poter crescere nel 2020 la migliore strategia sia quella omnichannel. Le nostre boutique sono posizionate in location strategiche dove il turismo è al centro dell’economia, per questo rappresentano un punto di contatto con nuovi potenziali clienti che una volta rientrati nei loro paesi d’origine possono continuare l’esperienza di shopping attraverso l’online. Inoltre, il nostro focus in cinquant’anni di attività è sempre stato rivolto al cliente e alla sua fidelizzazione e attraverso l’integrazione tra boutique e online siamo certi di garantire sempre più un servizio tailor made tagliato su misura sulle sue esigenze.


Quanto contano i marchi e quanto l'identità e la storia della boutique?
Non possono sopravvivere uno senza l’altro. L’identità di Folli Follie è sempre stata definita, sin dalla nascita della prima boutique di Mantova, dalla volontà di portare in uno spazio inedito, per struttura e unicità, una selezione di marchi esclusiva e al contempo di ricerca, con l’obiettivo di creare un’esperienza di shopping fuori dal comune.


Qual è la sfida più grande che pensi di dover affrontare nel decennio appena iniziato?
La sfida più grande è quella di riuscire a fare la differenza in un mercato sempre più competitivo. Per questo in azienda abbiamo team dedicati alla ricerca e all’implementazione di nuovi strumenti di comunicazione ed e-commerce in grado di offrire all’utente un’esperienza sempre più coinvolgente. Sempre al fine di mantenere la nostra unicità investiamo molto sul capitale umano del gruppo, convinti che le persone - buyer, addetti alla vendita, personale addetto alla logistica, etc. - siano il vero differenziale su cui puntare.


Il culto dello streetwear sta finendo: bentornato tailoring?
Benché le future tendenze siano prevalentemente votate al tailoring lo streetwear non sparirà del tutto, piuttosto si trasformerà seguendo le esigenze di una nicchia consolidata di estimatori del genere. Lo streetwear camminerà quindi di pari passo con il tailoring.


50 anni di Folli Follie: qual è stata la più Folle?
L’impresa più Folle è stata quella di riuscire a traghettare Folli Follie verso l’innovazione rimanendo sempre fedele ai valori tramandati, trasmettendoli alle nuove generazioni attraverso l’utilizzo di format sempre più ibridi e dinamici, basti pensare al concept store ONE-OFF di Brescia.



Mantova, Brescia, Bologna, Verona e Riccione: consigliaci un posto per ciascuna città.
Scegliere un posto per ciascuna città non è la più facile tra le imprese! Mantova, Brescia, Bologna, Verona e Riccione, hanno tutte in comune un inestimabile valore storico e artistico che le rende tra le mete più amate in Italia. Dovendo dare un consiglio a chi non le hai mai visitate, farei riferimento ai piccoli gioielli che hanno fatto la storia del nostro Paese: per quanto riguarda Mantova direi il Teatro Scientifico Del Bibiena dove Mozart tenne uno dei sui primi concerti, a Brescia invece consiglierei un tuffo nell’arte nella Pinacoteca Tosio Martinengo. Imperdibile il museo dedicato alla storia dell’universo lirico, Amo Arena Museo Opera per Verona, mentre a pochi passi dalla boutique di Bologna troviamo la piccola chiesa di Santa Maria della Vita, un bellissimo ed elegante edificio che ospita uno dei massimi capolavori che potrete trovare in città ad opera di Niccolò dell’Arca. Terminiamo il nostro viaggio a Riccione dove uno dei posti che mi piace visitare per una pausa di relax è l’ex-vivaio Arboreto Cicchetti trasformato oggi in uno spazio polifunzionale.

In fondo non dobbiamo mai dimenticare che cultura e moda si sono sempre influenzati vicendevolmente.