A conversation with Michel Klein

Federico Galli
Di Federico Galli

Sono stato fortunato.

Ho messo piede nel settore della moda grazie ad un incontro casuale, che ha segnato il mio percorso professionale e personale.

Quando avevo 21 anni, durante il primo periodo da stagista in showroom ho preparato migliaia di caffè e piegato migliaia di maglie. E' stato un periodo bellissimo.

Oltre ad aver imparato a usare la moka e la differenza tra cotone e cartone - come dice un mio amico - ho avuto la possibilità di fare un importante percorso.

Negli anni, grazie al lavoro come commerciale prima e con il mio ShoppingMap.it poi, che mi ha dato la possibilità di continuare a sfidare prima di tutto me stesso, ho viaggiato molto e ho conosciuto persone in ogni angolo del mondo.

Una di quelle persone è Michel Klein, designer francese talentuoso e creativo, ma sopratutto persona garbata e generosa.

Con la sua linea prêt-à-porter Mimi Liberté, oggi è interprete di un moderno romanticismo, capace di unire femminilità e raffinatezza conquistando un posto nelle migliori boutique come Montaigne Market Parigi, Flannels Londra, Jades Düsseldorf, Traffic Los Angeles, Hampden Charleston e Parlour X Sydney, solo per citarne alcune.

Io e Michel abbiamo una cosa in comune: anche a lui un incontro ha cambiato la vita personale e lavorativa.


Parlaci dei tuoi primi passi nella moda
È il 1973 e appena quindicenne, grazie al mio caro amico Andrée Putman, incontro Yves Saint Laurent. Gli presento i miei bozzetti e la settimana successiva inizio a lavorare per lui! Quegli anni sono stati un periodo unico per Parigi e per tutto il mondo della moda, tutto era possibile! Potevi  incontrare le persone più incredibili e di talento come Karl Lagerfeld, Andy Warhol, David Hockney, Liza Minnelli e Loulou de la Falaise che è stata la mia migliore amica. Dopo diverse altre importanti esperienze lavorative e collaborazioni tra cui anche quella con Guy Laroche, ho avviato un mio percorso autonomo supportato da Andrée Putman e Didier Grumbach.


La donna parigina è ancora sinonimo di eleganza?
La donna parigina è cosmopolita e sempre capace di aggiungere quel tocco di coolness e stile a sè stessa e al proprio look. Io più in generale amo vestire le donne che hanno carattere. Amo le donne libere, qualunque sia la loro età, il loro luogo di nascita e il propio ceto sociale. 


Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Mi piace camminare, osservare e ascoltare le persone per strada, mentre leggono un libro o parlano con un amico seduti in un caffè della città, nelle attese negli aeroporti, al cinema o in tv.

Qual è il tuo posto preferito a Parigi?
Senza dubbio il Palais Royal e la mia casa che si trova a pochi passi. E' lì che amo passare il mio tempo, incontrare gli amici e insieme con loro cucinare, perchè la cucina per me è una vera passione.

Escargot o Omelette?
Tartufo!