Noblesse oblige

Friulane

Noblesse oblige
Di ShoppingMap.it

Che ormai da qualche tempo le tradizionali calzature del Friuli abbiano conosciuto una nuova primavera è arcinoto; che però quelle che originariamente nacquero scarpette “povere” siano oggi riuscite quasi a soverchiare l’ultra-femminile stiletto al grido di eleganza, comodità e versatilità è cosa decisamente meno scontata.

Appannaggio di una civiltà contadina dove “non si butta via niente” e solo in un secondo momento sbarcate a Venezia come babbucce per gondolieri, le friulane (furlane, papusse o scarpet che dir si voglia) abbracciano sin dalle origini la filosofia del recupero attraverso l’uso di materiali di scarto, come vecchi copertoni di bicicletta rivestiti e foderati con juta compressa per le suole e completati da ritagli di stoffa o scampoli di tessuto per le tomaie.

Tout passe, tout lasse, tout se remplace: sebbene infatti le tecniche di produzione e la foggia della calzatura siano rimasti pressoché immutati nel corso dei secoli, le decorazioni, i ricami e le fantasie hanno invece assecondato il gusto del momento, tanto che oggi non è raro trovare modelli che strizzino l’occhio agli ultimissimi trend con gamme di tessuto tra le più varie: dal velluto, allo shantung di seta, al lino, fino a scampoli vintage o tessuti deluxe per le linee più esclusive. 

Le occasioni d’uso inoltre sono innumerevoli: dal lavoro al tempo libero, per godersi la casa in perfetto stile home leisure o per una giornata al mare, mentre la stagionalità è dettata dai materiali utilizzati. Da sempre ambidestre e unisex, si indossano davvero sans-souci.

Ecco quindi cinque brand che hanno saputo reinterpretare questa calzatura “del popolo”, attraverso dettagli sofisticati e un’estetica snob-chic, senza mai dimenticare la maestria artigianale made in Italy, che la vuole rigorosamente cucita a mano.

 

Drogheria Crivellini
Drogheria Crivellini nasce a Udine nel 1955 come drogheria (per l’appunto) a conduzione familiare; in quanto tale vendeva prodotti per la casa e la persona, tra cui le tipiche friulane, commissionate ad artigiani locali. Oggi ritroviamo l’ingegno e i valori della tradizione contadina in un progetto che coinvolge arte e sostenibilità, etica ed estetica: artisti e creativi internazionali infatti, reinterpretano in chiave contemporanea la calzatura local per eccellenza immaginandone la bellezza alternativa, sorprendente e certo mai banale. Le collezioni seguono principalmente tre filoni: Heritage, ossia il recupero della friulana classica in chiave contemporanea; Art Projects quando arte e artigianato si innestano e danno vita a serie dedicate a collaborazioni con artisti; infine Good Life, che con l’utilizzo della juta contribuisce al sostegno di un’economia circolare. Un lusso alternativo quindi, “per una buona vita”, che unisce artigianato, ambiente, e arte all’insegna del fatto a mano in Italia.



ViBi Venezia
Nel 2015 Viola e Vera hanno l’idea di rendere le friulane un must-have; le due sorelle Arrivabene, veneziane di nobili origini, intuiscono il potenziale di questa tipica calzatura a partire dalle numerosissime richieste da parte di amici sparsi per il mondo. Con un diploma all’istituto Marangoni e il sostegno della madre, danno quindi vita a ViBi Venezia, i cui modelli vengono cuciti a mano direttamente da artigiani friulani, mentre Viola e Vera si occupano sia dello stile che della strategia comunicativa; l’attenta selezione di tessuti che va dai velluti ai canvas, ai broccati, fino al macramè ricorda nei colori le case di Murano, mentre il mood sofisticato e semplice può esser colto al meglio dando uno sguardo al profilo Instagram del brand, dove spesso proprio le due sorelle appaiono come splendide testimonial. “Ogni modello ViBi Venezia ha un proprio nome, scelto perché appartenente ad un amico o ad un familiare. Le collezioni vengono concepite in un costante ondeggiare, come su una gondola, tra le nostre radici venete, sempre ben evidenti, e il desiderio di creare, al tempo stesso, un prodotto cosmopolita”. Dalle collezioni continuative Timeless, ai modelli City o prettamente estivi, fino alle collaborazioni con Luisa Beccaria o LaDoubleJ, l’obbiettivo di Vibi Venezia non è tuttavia quello di rendere queste calzature un prodotto di lusso: i prezzi sono infatti contenuti nonostante la presenza presso alcune tra le più esclusive boutique italiane e internazionali.



Papusse Milano
Papusse
nasce nel 2015 da Carlotta Minuto, dopo una folgorante carriera nel mondo della moda e in concomitanza col suo desiderio di maternità: un momento cruciale, che le ha dato l’opportunità di fermarsi e rimettere in discussione tempi, luoghi, metodi e prospettive. Sceglie quindi la Milano trasformata da Expo come luogo dove fondare il suo brand, che porta con sé la vocazione all’eccellenza artigianale Made in Italy e un’estetica rivisitata in chiave chic ma disinvolta, coniugandola ad elementi tipici del gusto milanese -uno su tutti la predilezione per accostamenti sofisticati ma mai vistosi o fuori luogo; il caratteristico disegno della tomaia, addolcito in questo caso da una linea più fluida e da una punta leggermente più arrotondata, viene ritagliato nel velluto (o nella nappa) precedentemente rivestito con twill di cotone, quindi profilato con gros-grain ton-sur-ton. La suola in gomma ultraleggera viene cucita alla soletta, successivamente applicata alla tomaia con il caratteristico «punto strega». Cromatismi delicati e giochi di proporzioni sinuosamente liberty fanno sì che queste babbucce riescano ad esprimere al meglio la personalità di chi le indossa: una donna attenta all’eleganza, con la passione per i viaggi, di mentalità aperta e internazionale, capace di gestire famiglia e lavoro aspirando all’eccellenza; a tal proposito la serie Mini-me dà la possibilità di abbinare calzature per i più piccoli alle classiche slippers da adulto, in omaggio alla genesi del brand. Un’attenzione particolare infine è rivolta anche al profilo etico dell’azienda, che vede il brand impegnato a sostegno di diverse iniziative rivolte ai bambini meno fortunati nel mondo.



Allagiulia
Giulia Campeol, veneziana di nascita e romana d’adozione, ha 27 anni quando nel 2010 decide di fare di una passione un lavoro; gli stessi passi che la vedono muoversi inizialmente come buyer in giro per il mondo amano camminare con le tipiche calzature veneziane di cui, da bambina, faceva incetta con la madre al mercato di Rialto. I colleghi più attenti le notano, e lei decide di rivisitarle giocando con tessuti e modelleria, ma mantenendo sempre intatto il loro dna. Ai quattro “pilastri” che caratterizzano le classiche friulane (suola ricavata da vecchi copertoni di bicicletta, tomaia in feltro, cucitura bianca e, soprattutto, artigianalità italiana) Giulia aggiunge un tocco personale, la passameneria sfrangiata lungo il bordo superiore della tomaia, che rende le sue Allagiulia (il cui nome omaggia la classe di Audrey Hepburn che indossava le scarpe “alla Sabrina”) assolutamente riconoscibili come friù. L’estro e il gusto ricercato di Giulia si riflette nelle numerose collezioni arricchitesi nel tempo, con la proposta di diversi modelli con pattern bandana, animalier, rigate e limited edition fino alla personalizzazione su richiesta della linea Monogram, dove è possibile veder ricamate sul tallone le proprie iniziali in filo d’oro.



Piedàterre
E' il 1952 quando il Comune di Venezia assegna in concessione ad un friulano un posto per aprire la prima bancarella ai piedi del Ponte di Rialto. Inizia così per le furlane una nuova storia e soprattutto un legame speciale con la città. Da questo momento in poi infatti Piedàterre realizza per i veneziani -e non solo- le tipiche calzature divenute parte integrante della divisa dei gondolieri. Imperdibile una visita presso il piccolo negozio-scrigno Piedàterre in Sottoportico degli Orefici (sempre nei pressi del celebre ponte); è qui che Alessandra e Renato scelgono tessuti, accostano colori, stoffe e trame seguendo il proprio estro. La façon segue scrupolosamente la tradizione artigianale importata dal Friuli, ma le variazioni sul tema che potrete trovare in questa deliziosa bottega sono pressoché infinite; i modelli principali sono dodici, tutti ispirati ad un’ atmosfera culturale romantica e tardo-romantica che è stata in grado di celebrare la bellezza attraverso l’eccellenza della propria arte. Una produzione continuativa e non soggetta a stagionalità, ordinabile anche online oltre che personalizzabile per i clienti più affezionati: è possibile infatti portare o spedire il proprio tessuto per avere un paio di furlane davvero uniche ed irripetibili, specchio della vostra personalità.