Alessandro Martorana e l’irresistibile fascino di giacca e cravatta

Il sarto è quell’”omino” ultra sessantenne con i fili attaccati al cardigan di lana e gli occhiali piccoli e rettangolari che tiene in punta di naso. Sennò c’è la “sartina” di paese. E questo è come ci immaginiamo il sarto, anche se in realtà ci sono delle giovani eccezioni. Una di queste eccezioni ha un nome e un cognome, Alessandro Martorana, trentotto anni, oggi a capo di una sartoria che in Italia conta trenta persone. Due atelier, uno a Milano, in via della Spiga, e uno  Torino in Piazza San Carlo, per un uomo praticamente con la valigia in mano, un "pronto intervento ago e filo" vivente per imbastire stile per personaggi famosi o uomini che sono semplicemente fan dell’eleganza e dell’esclusività.
Noi lo abbiamo intervistato.

Come e quando è nata la voglia di diventare sarto?
Forse la voglia c'é sempre stata, anche quando da ragazzo lavoravo come addetto alla qualità in una azienda meccanica... Sono sempre stato, anche da giovanissimo, un amante della giacca e della cravatta, il mio mito era mio nonno che ha indossato la giacca e la cravatta fino al suo ultimo giorno di vita. Certo, crescendo e maturando ho realizzato che la mia passione per la moda maschile e per l'eleganza in genere poteva diventare una professione vera e propria, e così é stato.

In cosa consiste il tuo lavoro? Puoi dirci sinteticamente una tua giornata tipo
Il mio lavoro consiste nel soddisfare un cliente rendendolo felice e orgoglioso di indossare una mia  creazione, sentendosi bene in qualunque situazione si trovi. La mia giornata tipo? Mi organizzo day by day, in giro per il mondo, spesso in un città diversa in ogni giorno della settimana, pronto a soddisfare le esigenze del cliente con un entusiasmo che si rinnova sempre più col passare del tempo. Adoro viaggiare, e proprio grazie al mio lavoro posso appagare anche questa passione.

Un uomo elegante cosa non deve avere...
Un uomo elegante non può avere... una brutta scarpa, o una bella scarpa non curata. Gli accessori dicono di un uomo forse più di  un abito, e proprio per questo ho esteso la mia attività anche alle calzature, alla valigeria e agli occhiali.

 

 

Alcuni nomi con cui hai collaborato e con i quali invece ti piacerebbe collaborare
Ho avuto il piacere di collaborare con grande personaggi e soprattutto con grandi persone, come per esempio l'architetto Carlo Colombo, con il quale ho realizzato alcuni elementi di arredo e con cui ho appena ultimato un progetto di interior design per uno Yacht Mangusta di trenta metri.  E poi certo Lapo Elkann, grande amico oltre che grande creativo, e Andy Garcia, attore ma anche grande esperto  di moda, che dopo essere diventato mio cliente, a voluto disegnare con me  una giacca a cui lui stesso ha dato il proprio nome. E' magnifico poter condividere una passione e una professione come la mia con personaggi di questa grandezza, mi ritengo decisamente appagato, qualunque cosa mi riserverà il futuro.

Chi sono i tuoi clienti?
I miei clienti sono in ogni parte del mondo, e appartengono al mondo dello sport, dello spettacolo, della finanza, dell'industria, della politica,  ciascuno profondamente diverso dall'altro ma tutti accomunati da un'idea di eleganza e di stile unico, irripetibile, assoluto e senza tempo.

Cosa ti diverte di più creare e perché
Mi diverte in genere creare qualcosa per il cliente e con il cliente, sapendo che egli si affida completamente a me, fidandosi di me e sapendo che qualsiasi cosa io faccia sarà assolutamente in linea con le sue aspettative e soprattutto col suo gusto, senza imposizioni o forzature. Mio padre mi ripete ancora oggi che il barbiere e il sarto devono avere un rapporto con il cliente di totale fiducia ed empatia. Lui lo sa perché faceva il barbiere, e io oggi faccio il sarto.

di Lucia Del Pasqua

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