Diego Dolcini, il Michelangelo delle scarpe
Le donne che sono fan di un certo tipo di scarpe, che le comprano, comprano dei sogni, delle sculture creative, e diciamo anche dei concetti di armonia e bellezza. Se le donne amano le creazioni di Diego Dolcini, il Michelangelo della scarpa, significa che amano l’arte, i colori, le forme e le geometrie. Quello che conta è la ricerca, l’unicità di una calzatura, intesa quasi come quadro e oggetto non solo da indossare, ma da custodire magari in bella vista in delle mensole a casa propria. Quello che conta è esaltare la bellezza femminile, parola di Diego Dolcini.
C’è un momento particolare della tua vita in cui tu hai capito che avresti avuto “tra i piedi” il mondo della scarpe?
Ne ho subito il fascino fin da piccolo. Ho sempre pensato che fosse l’oggetto che più di ogni altro incarna la femminilità, la sensualità, l’eleganza. L’idea di plasmare un simbolo così forte mi stuzzicava e da sempre ho cercato di concepirla come un vero e proprio oggetto di design. Da questo i miei studi di Architettura al Politecnico di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Bologna che mi hanno portato a vincere una borsa di studio per il master in fashion design presso la Domus Academy di Milano, dove mi sono diplomato con Gianfranco Ferré. Da subito ho avviato un’intensa e fortunata attività di collaborazione con aziende importanti nel settore della moda come Bruno Magli, Gucci, Trussardi, Emilio Pucci, Casadei, Scholl, Narciso Rodriguez, Pirelli e molti altri. Nel 1994 ho dato vita al marchio Diego Dolcini, grazie al quale sono potuto finire “tra i piedi” di alcune delle donne più belle e famose del mondo.
Se un gigante del low cost ti proponesse una collaborazione tu cosa risponderesti?
Oggi il sistema moda è molto cambiato rispetto ad un decennio fa. In molti casi sono proprio le catene low cost a influenzare ed imporre una tendenza fast food sulle masse. Disegnare per un gigante del low cost in molti casi fa di te una celebrities, per un pubblico più ampio che, se non tramite questo genere di collaborazioni, non potrebbe mai venire a conoscenza del tuo nome, essendo io un creativo di nicchia. Sarebbe una opportunità per farsi conoscere nel largo consumo accettando una sfida professionale nuova.
Le scarpe sono…
Sculture nell’equilibrio delle forme, oggetti del desiderio da portare sempre, perfettamente bilanciate sulle diverse altezze, linee essenziali realizzate con materiali ricercati di alto pregio. Scarpe, non solo da indossare, oggetti da collezionare, che non hanno tempo, nate per una vita intensa e multiforme. Creazioni che nascono da idee forti e sensazioni profonde, ispirate al costume e al design. Le mie collezioni nascono non solo dalle tendenze della moda, ma anche dalle ispirazioni raccolte sui palcoscenici dei teatri e gli schermi del cinema, tra le forme e le linee dell’architettura. Ispirazioni vissute e filtrate attraverso un approccio cosmopolita che respiro attraverso i miei viaggi. Un numero limitato di scarpe dal tratto forte e preciso, affiancate a creazioni speciali, haute couture, che richiedono una cornice intima. Da cercare in una rete di boutique selezionare, in un raffinato e segreto salotto di prova, un indirizzo per conoscitori. Questo è il senso più profondo delle mie creazioni: manifestazioni fantastiche sospese tra abilità artigianale e tecnologie innovative.
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Un designer ce l’ha una scarpa preferita? Tu ne hai una che hai disegnato e che sarà sempre “lei”. Se sì quale?
Ti riporto la citazione che c’è in apertura del mio company profile, penso che mai come in questo caso calzi a pennello: “sono sempre stato affascinato dal decorare questa parte del corpo (i piedi), a volte nascosta, di cui oggi le donne stanno prendendo coscienza…. La mia voglia di enfatizzare la bellezza del piede femminile è sublimata nei sandali – una sorta di struttura architettonica estremamente eccitante. Per me le scarpe hanno una soddisfazione ideologica più che professionale: devono soddisfarmi pienamente prima che una donna possa desiderarle”. Quindi la risposta alla tua domanda è un sandalo, un sandalo Diego Dolcini, che ogni stagione torna presente nelle mie collezioni in una chiave rinnovata.
Ti annoi mai? Oppure è vero che in un lavoro creativo non si conosce tedio?
In lavoro creativo non si conosce mai il riposo, la mente continua a cercare di risolvere i vari problemi creativi che si possono incontrare durante le fasi di progettazione e raccoglie gli stimoli da tutto quello che intorno può capitare sott’occhio. L’occhio osserva e la mente rielabora… questo processo non conosce tregua!
Kate Middleton o Jennifer Lopez, a chi stanno o starebbero meglio le tue calzature e perché?
Ad ambedue. Le mie collezioni sono molto contenute ma hanno spazio per due personalità apparentemente antitetiche come quelle che mi hai appena citato. Nelle collezioni Diego Dolcini puoi trovare dal decoltè pulito, essenziale in colori e pellami sofisticati da giorno adatti per un tè nella regale Londra, alla scarpa più grintosa come un sandalo ornato da piume di gallo e swarovski adatti ad una pop star, che puoi trovare nelle migliori boutique del mondo e sui più prestigiosi red carpet internazionali.
di Lucia Del Pasqua










