Marco De Vincenzo: stregato dalla moda

E’ un ladro. E l’ha detto lui, non noi. Ruba ispirazioni da qualunque cosa, musica, arte, e in qualsiasi luogo, a casa o in viaggio. E alla fine il bottino di questo ladro creativo, Marco De Vincenzo, è composto tutt’altro che da verdoni, bensì da abiti, di quel genere semplice, ma reso particolare dalle decine di dettagli che li ricoprono.
Un talento siciliano che dalla Trinacria con amore, prende le valigie e va a Roma dove si diploma in Moda e Costume all'Istituto Europeo di Design e dove comincia a lavorare da Fendi. Poi arrivano il debutto a Parigi nel 2009 durante la settimana della Haute-Couture, e successivamente la vittoria di Who is on Next. Il 26 Settembre 2009 presenta la sua prima collezione di prêt-à-porter a Milano durante la fashion-week. E tutto nemmeno in un pugno d’anni. Magari tutti i ladri fossero come lui, noi nel frattempo abbiamo scippato a lui un’intervista.

Chi ama la moda ama trasformarsi, giocare, esaltare e comunicare ovviamente. Tu quando hai cominciato ad amarla e perché?
La amo da quando sono piccolo. La mia passione per le immagini sacre ad esempio era tutta estetica, girava intorno ai panneggi, agli accostamenti cromatici, alle acconciature. Mi sono limitato per anni a riprodurre fedelmente su carta i soggetti che mi colpivano. Poidurante i primi anni di liceo ho scoperto il gioco della moda, la progettualità, la possibilità di mescolare tutto quello che avevo immagazzinato fino a quel momento per dare vita a qualcosa di inedito. Questo tipo di libertà mi ha stregato e ha segnato tutta la mia vita fino ad oggi.

Come funziona il tuo processo creativo? Hai bisogno di silenzio o caos, viaggi o tranquillità domestica, musica o no…?
Non ci sono regole. Una persona creativa ruba con gli occhi e con le orecchie ovunque si trovi, in viaggio come a casa, anche in circostanze improbabili o apparentemente lontane dal progetto del momento. Tutto si sovrappone a tutto, fino a quando scegli cosa usare subito e cosa conservare. Questo momento di sintesi è in genere il più sofferto, servono isolamento e una concentrazione assoluta.

 linea
 
     

Qual'è l’elemento più importante di un intero outfit? L’accessorio che si vede e non si vede, le silhouette equilibrate, il mix di colori, i materiali…
L'equilibrio di un outfit dipende ogni volta da fattori diversi. Si può basare tutto sulla costruzione, sul lampo improvviso di un colore, o sul contrasto tra i pesi dei tessuti. Credo che ogni designer scelga una di queste strade per raccontare di sè. Io parto dagli effetti ottici, mi piacciono le immagini  leggibili, limpide, immediate, non sottintese.

La cosa più bella che ti hanno detto, ovviamente sul tuo stile e i tuoi capi.
Sono sempre molto lusingato da chi accosta il mio nome ad una parola semplice, ma carica di significato, che è "creatività".

Dopo la moda qual è la cosa che ami di più e perché? E ne trai ispirazione?
La musica. Quando mi succedono cose incontrollabili, o vivo emozioni forti e inattese, devo assolutamente  trovare un attimo per imprigionare tutto dentro una melodia. È un modo per fissare quel momento nel tempo e costruire una sorta di archivio musicale della memoria, che ogni tanto mi permetterà di ripercorrere le atmosfere di momenti della mia vita che altrimenti rischierebbero di andare perduti.

di Lucia Del Pasqua

 

 

Riempi i campi per poter inviare questa pagina ai tuoi amici
I tuoi dati
I dati del/i destinatario/i
Invia
Header Pt01