Chic, ma non shock: la moda naturale di Emiliano Rinaldi
Ti aspetti i suoi video, quelli delle sue collezioni, come se fossero puntate di un film che ti costringe a rimanere sintonizzato alla televisione, niente di troppo moderno, si intende. Delle mini puntate fatte di immagini di abiti, atmosfere e musiche che necessitano di un seguito anche se non coerente. Basta digitare su Youtube il suo nome, Emiliano Rinaldi, o anche andare nel suo sito, e li trovi. Proprio da quei video capisci chi è e di dove è Emiliano.
Che è Toscano, che ha la passione per i cavalli, e che vive in un mondo tutto suo. Alla faccia della moda. E pare abbia gelosamente conservato quello spirito di gioco e di divertimento tipico di chi inizia, fuori da logiche troppo commerciali, mondane, snaturate.
Quindi è tutto più rilassato e comodo, tutto compreso le sue creazioni ovviamente, e anche il trucco-parrucco è easy. Passato Pitti Immagine Uomo, dove lo stilista aretino ha presentato la sua collezioni ispirata ai night club Anni Settanta-Ottanta, lo abbiamo intervistato.
Emiliano quando e come ti è venuta la "folgorazione" per la moda? Prima facevi altro giusto?
Fin da ragazzo ho sempre amato il disegno di interni, gli oggetti, le automobili, tutto ciò che riguardava l’estetica, le belle cose e l’eleganza. E in realtà mi sono sempre fatto fare gli abiti da un sarto di fiducia, perché volevo indossare dei pezzi unici.
Sono laureato in Ingegneria ma ho sempre coltivato rapporti nel mondo della moda. Dopo gli studi sono andato a lavorare nell’azienda di mio padre, ma gli amici mi chiedevano di confezionare loro degli abiti. Alla fine è nato tutto così, grazie alle richieste dei mie amici! (Guarda la sua biografia qui).
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Che relazione c'è tra normalità ed eccentricità? Molti credono che per avere un look ricercato si debba strafare...
L’eleganza non è eccentricità, ma mettersi qualcosa con cui ci si sente a proprio agio. Sembra una frase fatta ma è così. Elegante vuol dire che sto bene, che sono tranquillo. Non sopporto la troppa eccentricità, quella forzata. C’è chi viene al Pitti o va alla Fashion Week che si "concia" solo per farsi fotografare… ma dai! Ci sono persone che sono eleganti dentro, che non hanno bisogno di guardare vetrine né giornali, ma che ci sono nati. Quella è la vera eleganza.
A proposito di normalità, se non sbaglio i tuoi modelli e modelli sono soprattutto persone "normali". Perché questa scelta?
Ho scelto modelli normali perché quello che faccio è per tutti. “Uso” i miei amici come modelli perché mi voglio divertire, e perché hanno personalità e carattere. Il mio lavoro è divertimento e con i miei amici rido.
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Dopo Who's on Next, vedere le proprie collezioni distribuite per il mondo, ora il Pitti Uomo. Come hai fatto a fare così tanta strada in breve e in un momento così difficile? C'è un segreto?
Per fare quello che ho fatto fino ad ora mi ci è voluta determinazione, ed è quella che alimenta il mio desiderio di arrivare a tutti i costi. Poi c’è una grande passione. E passione vuol dire occuparmi di tutto. Non ho assistenti, per lo meno per ora, perché voglio seguire tutto personalmente.
Un capo cult per l'inverno per la donna e uno per l'uomo.
Per l’uomo la giacca doppiopetto, per la donna il pantalone a palazzo a vita alta.
di Lucia Del Pasqua











