Matteo Volta: "meglio una persona che un sushi!"
Vai alla fashion week di Milano e lui c’è, voli a quella di Parigi ed idem, attraversi l’oceano per la moda newyorkese e c’è sempre lui sulla pedana dei fotografi, pronto a immortalare outfit, dettagli e beauty, tutto in pochi secondi. Ma come farà Matteo Volta, fotografo di moda, come anche i suoi colleghi, a scattare quelle bellissime foto che vediamo sui più prestigiosi siti e giornali fashion in tempi ultra rapidi?
Sfilate e tempistiche a parte, Matteo fa anche ritratti, immortala le celebrities agli eventi e come ciliegina sulla torta ci sono anche gli shooting pubblicitari. Noi lo abbiamo intervistato.
C'è un episodio, un'immagine o un qualcosa che ti ha fatto capire che dovevi fare il fotografo?
Entro in contatto con la fotografia nel 1992 quando durante un trasloco della mia famiglia ritrovo un corredo fotografico, acquistato da mio nonno negli anni Sessanta da un giornalista del “Il Resto del Carlino”. Credo che il fascino di quella Praktica completamente manuale sia stato la molla scatenate.
Perché hai scelto di fare il fotografo di moda e non di food ad esempio. C'è differenza? Se sì cosa cambia e cosa ha in più per te la moda rispetto ad un altro settore?
All'inizio non mi sono mai posto il problema se quello che volevo fare era fotografia di moda. Tra le cose che amo di più c'è il cercare di far uscire il carattere delle persone e coglierne le sfumature infatti il ritratto è la mia passione più grande inoltre ho sempre avuto un debole per le cose belle e il glamour. Vengo da una famiglia dove la moda era il pane quotidiano essendo sia mio nonno che mio padre due affermati stilisti di calzature quindi l'influenza è stata inevitabile. Credo che dalla fusione di queste passioni sia giunto a fotografare la moda. Una persona ti da sicuramente più emozioni rispetto ad un piatto di spaghetti o di sushi anche se non sempre è più buona! La moda di permette di relazionarti con tante persone e quindi di confrontarti e metterti sempre in discussione.
Malgrado quello che si pensa su un set di fotografico le decisioni sul risultato finale vengono prese non solo dal fotografo ma da uno staff di professionisti: umanamente e' un genere fotografico che puo' darti molto se lo si separa dal suo lato frivolo.
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Quanto conta la tecnica/gli studi e quanto la passione? Anche perché adesso con queste nuove macchine fotografiche pare tutti possano fare i fotografi (pare)...
Direi che la passione è il 60% di questo lavoro che spesso ti mette a dura prova esponendoti continuamente al giudizio delle persone ma la differenza tra un fotografo che è preparato tecnicamente rispetto a chi si limita a guardare nel monitor delle macchine digitali e scatta fino a quando la foto non è corretta si vede e fa sempre la differenza!
Alle sfilate c'è la leggenda che i giornalisti vengano trattati con i guanti, mentre fotografi e operatori video un po' meno. E' vero?
E' assolutamente vero! Il problema è che nella maggior parte dei casi sembra che i fotografi siano un elemento di disturbo, un insieme di personaggi da tener il più nascosti possibile come se fossimo dei intrusi invitati mal volentieri, persone da lasciare fuori dalla porta a volte per ore sia con la pioggia che con il sole e a cui spesso rifiutare anche un bicchiere d'acqua perché "I'm sorry but…it's for the guest only!!!". Mi sento obbligato ad escludere le famiglie Armani, Etro e Missoni, Marc Jacobs e Dries Van Noten piuttosto che AF Vandevorst...dei veri signori!!!
Quando si parla del rapporto fotografo e modella cosa si intende? E' meglio essere amico della modella o no?
Credo che si un rapporto molto psicologico: il fotografo deve cercare di capire come far "uscire" dalla ragazza, che la maggior parte delle volte non hai mai visto se non in foto fino al momento dello shooting, ciò che ci vuole per ottenere il risultato. La modella deve cercare di interpretare le indicazioni del fotografo per dargli il massimo. Conoscere già la modella è sicuramente un vantaggio, non credo invece lo sia esserci amico nel vero senso della parola perché si rischia di perdere di vista i ruoli a scapito del lavoro.
La fotografia oggi è molto diversa da quella di ieri. Quanto conta la fotografia in se stessa, quanto la post-produzione?
Quello che conta e' il risultato finale. Sicuramente un'immagine buona in partenza agevola tantissimo il lavoro di post produzione e migliora il risultato finale: non dimentichiamo che le foto bisogna saperle fare comunque e bene anche se esiste Photoshop!
Un fotografo che stimi e perché.
Steven Meisel. Meisel e' un genio che come lavoro fa il fotografo. Sono più di 30 anni che firma le campagne pubblicitarie più importanti del mondo anche 10 diverse a stagione senza mai ripetersi. Da 15 anni scatta tutti i mesi la copertina di Vogue Italia e il redazionale centrale senza mai ripetersi, e la stessa cosa fa per Vogue Us... e mi chiedi perché lo stimo?
di Lucia Del Pasqua
Credits Photo:©Matteo Volta 2011
Dress by Antonio Piccirilli
Model: Kayte Steinmez@Joy Model Milano
Make up and Hair: Gaia Ivona
Styling: Ingerline Benedikte Standnes









