L’eleganza da vendere di Ermanno Scervino
Cento per cento donna. Né più, né meno le dosi di femminilità che Ermanno Scervino ha distribuito per la sua passerella, cominciata con l’uscita di Isabeli Fontana, seguita dopo poco da Bianca Balti.
Si strizza in gonne al ginocchio abbinate a maglie corte e morbide e poi vuole stare comoda con abitini leggerissimi ricchi di gale e applicazioni.
Per il giorno si mette shorts con giacca in pendant, mentre per la sera va in lungo, con gonne fino ai piedi dallo spacco vertiginoso o abiti la cui parte posteriore è percorsa da rouches leggere.
Si muove e sembra spiccare il volo la donna di Ermanno Scervino della prossima primavera estate, osando accostamenti tra mondi e materie differenti.
Grafismi di rete e di pizzo di cotone si intrecciano alla paglia di Vienna, per uno stile in cui i volumi sono essenziali e costruiti con lo scalpello.
Grandi zip, vele e coulisse interpretano i tessuti tecnici, come la douchesse talvolta doppiata, mentre la pelle è arricchita da lavorazioni tecnologiche e artigianali che creano originali motivi di intarsi e di frange.
E nel gioco dei contrasti, le giacche dalle linee geometriche si sovrappongono ad abiti leggeri, il denim si unisce al pizzo in una lavorazione sperimentale con un effetto usurato e tridimensionale nei capi couture, dall’aspetto rock, e negli accessori colorati.
Le nuance sono rappresentate dal verde, il bianco e il kaki. I colori forti si mescolano ai colori tenui che si mescolano ancora ai non colori.
Questa donna viaggia attraverso l’India del Rajastan e dei Maraja, per mete lussuose e affascinanti, come lei stessa è-
di Lucia Del Pasqua








